L’appello al ministro: “Con il decreto Bollette a rischio gli impianti a biogas e biomasse

L’appello al ministro: “Con il decreto Bollette a rischio gli impianti a biogas e biomasse

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Redatto da Giulia

21 Gennaio 2026

Il dibattito sulle energie rinnovabili in Italia si arricchisce di una nuova controversia che coinvolge direttamente il settore agricolo. Il cosiddetto “Decreto Bollette” introduce modifiche sostanziali ai meccanismi di sostegno per gli impianti a biogas e biomasse, scatenando le proteste degli operatori del comparto. La questione riguarda principalmente la progressiva riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti, una misura che secondo molti esperti potrebbe compromettere irreversibilmente un settore strategico per la transizione ecologica del Paese.

I problemi del decreto Bollette e delle energie rinnovabili

Le modifiche ai Prezzi Minimi Garantiti

Il provvedimento governativo prevede una riduzione annuale del 20 per cento dei PMG, con l’obiettivo di azzerarli completamente nell’arco di cinque anni. Questa decisione rappresenta un cambiamento radicale rispetto al quadro normativo precedente, che aveva garantito stabilità economica agli investimenti nel settore. Le aziende agricole che negli ultimi quindici anni hanno diversificato le proprie attività investendo in impianti di produzione energetica si trovano ora di fronte a un orizzonte di incertezza finanziaria.

L’impatto sui piani di ammortamento

Gli investimenti effettuati dagli agricoltori sono stati pianificati considerando i PMG come elemento fondamentale della sostenibilità economica. La tabella seguente illustra l’erosione progressiva prevista:

AnnoRiduzione PMGPercentuale residua
202520%80%
202640%60%
202760%40%
202880%20%
2029100%0%

Questa progressione mette in evidenza come molte aziende rischino di non riuscire a completare l’ammortamento degli investimenti realizzati, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per la loro sopravvivenza economica. Il settore agricolo si interroga quindi sulla coerenza tra gli obiettivi dichiarati di sviluppo delle rinnovabili e le misure concrete adottate dal governo.

Biogas e biomasse in pericolo : le implicazioni per l’ambiente

Il ruolo ecologico degli impianti

Gli impianti a biogas e biomasse non rappresentano soltanto una fonte di energia elettrica rinnovabile, ma svolgono funzioni ambientali di primaria importanza. Questi sistemi permettono infatti di gestire in modo sostenibile diverse tipologie di materiale organico che altrimenti costituirebbero un problema ambientale. Le principali categorie di materiale trattato includono:

  • Effluenti zootecnici provenienti dagli allevamenti
  • Residui colturali delle attività agricole
  • Scarti organici dell’industria agroalimentare
  • Biomasse vegetali dedicate

La gestione dei rifiuti agricoli

La chiusura o il ridimensionamento degli impianti comporterebbe la necessità di trovare alternative per lo smaltimento di milioni di tonnellate di materiale organico. Attualmente, la digestione anaerobica permette di trasformare questi scarti in energia pulita e in digestato, un ammendante agricolo di qualità. Senza questa opzione, gli agricoltori dovrebbero ricorrere a soluzioni più costose e meno sostenibili dal punto di vista ambientale, con un possibile incremento delle emissioni di gas serra.

Il contributo alla riduzione delle emissioni

Gli impianti a biogas contribuiscono significativamente alla diminuzione delle emissioni climalteranti. Il processo di digestione anaerobica cattura il metano che altrimenti verrebbe rilasciato nell’atmosfera dalla decomposizione naturale dei materiali organici. Questa funzione risulta particolarmente rilevante nel contesto degli impegni assunti dall’Italia per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei. L’eventuale smantellamento di queste infrastrutture pone quindi interrogativi sulla strategia complessiva di decarbonizzazione del Paese.

L’appello degli attori del settore al ministro

La posizione di Confagricoltura Cuneo

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo, ha espresso in termini netti la preoccupazione del settore, definendo il decreto “critico e pericoloso”. Secondo l’organizzazione agricola, la riduzione progressiva dei PMG innescherebbe un effetto domino con ripercussioni su tutta la filiera. Le aziende che hanno investito in buona fede, confidando nella stabilità del quadro normativo, si troverebbero improvvisamente prive delle risorse necessarie per onorare i propri impegni finanziari.

Le richieste al governo

Gli operatori del settore chiedono al ministero competente una revisione sostanziale del provvedimento. Le principali rivendicazioni riguardano:

  • Il mantenimento dei PMG almeno fino al completamento dei piani di ammortamento
  • L’introduzione di meccanismi di transizione graduali e sostenibili
  • Il riconoscimento del valore ambientale degli impianti oltre alla produzione energetica
  • La definizione di incentivi alternativi per la gestione ecologica dei rifiuti agricoli

Le organizzazioni agricole sottolineano come questi impianti rappresentino un patrimonio infrastrutturale che sarebbe irresponsabile disperdere. La questione assume quindi dimensioni che vanno oltre gli interessi di categoria, toccando aspetti cruciali della politica energetica e ambientale nazionale.

Conseguenze economiche per gli impianti a energia verde

Il rischio di insolvenza

Molte aziende agricole hanno contratto finanziamenti bancari per realizzare gli impianti, calcolando i piani di rimborso sulla base dei ricavi garantiti dai PMG. La riduzione di questi prezzi comprometterebbe la capacità di far fronte alle rate dei mutui, esponendo le imprese al rischio di procedure fallimentari. Gli istituti di credito hanno già manifestato preoccupazione per l’aumento delle posizioni problematiche nel settore.

L’impatto occupazionale

Il comparto degli impianti a biogas e biomasse ha generato negli anni migliaia di posti di lavoro, sia diretti che nell’indotto. La crisi del settore avrebbe ripercussioni significative sull’occupazione nelle aree rurali, dove queste attività rappresentano spesso una delle poche opportunità di sviluppo economico. La perdita di competenze tecniche accumulate costituirebbe inoltre un danno difficilmente recuperabile per il sistema produttivo nazionale.

Verso una revisione del meccanismo di supporto ?

Le possibili alternative

Alcuni esperti suggeriscono che il governo potrebbe considerare meccanismi di sostegno alternativi che tengano conto del valore ambientale complessivo degli impianti. Tra le opzioni discusse figurano incentivi legati alla gestione dei rifiuti organici, certificati verdi per la riduzione delle emissioni e tariffe differenziate in base ai servizi ecosistemici forniti. Queste soluzioni permetterebbero di mantenere la sostenibilità economica del settore pur modificando l’approccio al supporto pubblico.

Il confronto con altri Paesi europei

In diversi Stati membri dell’Unione Europea, il biogas agricolo beneficia di politiche di sostegno stabili e di lungo periodo. La Germania, ad esempio, ha sviluppato un sistema articolato che riconosce le molteplici funzioni degli impianti. L’Italia rischia di trovarsi in controtendenza rispetto alle scelte dei partner europei, con possibili conseguenze negative sulla competitività del settore agricolo nazionale.

Un futuro incerto per la transizione energetica

Le contraddizioni della politica energetica

Il decreto solleva interrogativi sulla coerenza complessiva della strategia energetica italiana. Mentre il governo proclama l’obiettivo di aumentare la quota di energie rinnovabili, le misure concrete sembrano penalizzare proprio quelle fonti che potrebbero contribuire significativamente al raggiungimento dei target. La vicenda evidenzia la necessità di un approccio più organico e di lungo periodo nella pianificazione della transizione ecologica.

La Confagricoltura di Cuneo, rappresentata dal suo presidente Enrico Allasia, ha definito questa decisione “critica e pericolosa”, avvertendo che l’erosione del PMG potrebbe innescare un effetto domino, portando molte aziende alla bancarotta. Queste infrastrutture non si limitano a produrre energia elettrica verde, ma svolgono anche un ruolo cruciale nella gestione ecologica dei rifiuti agricoli e degli effluenti di allevamento.

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